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La leggenda

 

C'era una volta un principe Normanno, che viveva nel ducato di Aversa del re Ruggiero II. Il suo castello, bello e dalle mura massicce, si trovava sulle rive del fiume Volturnus, ove erano le sue terre e i suoi possedimenti. Astaldo era avanti negli anni e mai aveva avuto un figlio maschio, fin quando una cortigiana a lui molto affezionata gli diede un erede cui venne posto il nome di Laureto.

Laureto crebbe nel castello con un carattere debole e remissivo. Non giocava alla guerra, come tutti gli altri giovini della corte, ma passava le sue giornate chiuso nelle sue stanze, con le sue nutrici, spesso debilitato da frequenti e sconosciute malattie.

Il padre Astaldo aveva cruccio per il suo figliolo. Avrebbe voluto un principe forte e valoroso che rinnovasse le sue gesta e il suo valore, invece il suo unico figlio maschio era debole e malaticcio. Molti maestri curatori chiamati a corte, per prendersi cura del piccolo principe Laureto, non ebbero alcun risultato.

Un giorno arrivò al castello uno sconosciuto viandante, che seguendo la via Appia andava in pellegrinaggio a Roma. Il viandante venne accolto al castello con la ospitalità che si comanda. Ed essendo un venerato ministro della Chiesa, il principe Astaldo lo volle alla sua tavola allestita per la cena. Proprio a tavola, e proprio durante la cena, il principe raccontò sue ambasce sulla salute del figlio Laureto al saggio viandante.

Il padre venerabile, comprese il suo dolore, e raccontò al principe di un luogo, non molto distante dal castello, dove esistevano colline arenose esposte a mezzogiorno, dove alberi di olivo secolari producevano un olio miracoloso, che consumato sul posto aveva virtù e dava benessere e salute. Il principe era veramente interessato.

Il vecchio disse che il posto era alle pendici di una collina dalla vegetazione rigogliosa, vicino ad un convento sulle pendici di un monte ove svettava il castello di Guglielmo di Raone. Il possedimento e il castello era detto Sanframondo.

Subito il principe diede disposizioni alla sua corte. Il principe Laureto si doveva trasferire in quel possedimento con tutte le sue nutrici. Passarono gli anni, il principino, miracolosamente, si ristabilì e nell'età dello sviluppo crebbe sempre più forte e sempre più vigoroso. Il re Astaldo, orgoglioso del proprio figliolo e grato a quella terra meravigliosa che dava frutti tanto proficui, fece costruire, in quel posto, un casale acquistando terreni e aggiungendo nuovi poderi ed olivi, a quelli già esistenti che avevano restituito la salute al suo figlio prediletto.

Da quel tempo, i poderi di quel re, tanto potente e famoso, presero il nome di poderi del principe Laureto e nel tempo, l'olio prodotto da quegli ulivi e da quelle terre venne chiamato l' olio di Laureto.

Ancora oggi, in quelle terre, antiche piante di ulivo danno un prodotto meraviglioso ricco di virtù salutari, apprezzato per la sua genuinità, che antichi frantoi oleari rinnovano per gratificare il nostro gusto e il nostro piacere. L' olio di Laureto, ancora oggi, rinnova la leggenda.

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